L’unico Blackbird fuori dagli Stati Uniti

A Duxford, in un capannone del Cambridgeshire, c’è un Lockheed SR-71A, matricola 61-7962. È l’unico Blackbird esposto fuori dagli Stati Uniti: lo dice il museo stesso e lo conferma ogni fonte che abbiamo controllato. Nessun aereo ha mai volato più veloce né più in alto.

Ora provate a scoprirlo dal sito ufficiale senza sapere già che c’è.

Cosa c’è dentro. Il museo dichiara quasi duecento velivoli distribuiti in sette edifici. Oltre al Blackbird, i pezzi che vale la pena conoscere prima di andare sono questi.

Il Handley Page Victor B.1 matricola XH648, l’unico Victor nella versione B.1 sopravvissuto al mondo: degli altri tre esemplari rimasti, tutti sono nella successiva versione K.2 da rifornimento in volo. Il Boeing B-29 Superfortress 44-61748 «It’s Hawg Wild», unico in Europa e uno dei due soli conservati fuori dagli Stati Uniti. Il BAC TSR-2 XR222, uno dei due superstiti del bombardiere britannico cancellato nel 1965, il progetto più discusso della storia aeronautica inglese. E il Concorde 101 G-AXDN, uno dei prototipi di preserie.

Poi ci sono il Lancaster, visitabile all’interno, lo Short Sunderland MR.5 ML796, e il Boeing B-17G «Sally B», che non è un pezzo da museo ma un aereo che vola ancora.

Nota sulla fonte, che qui è essa stessa una notizia. Questo elenco non viene dal museo: il sito non pubblica alcuna lista dei velivoli. Non viene nemmeno da Wikipedia, che sull’argomento cita una ventina di aerei sparsi nella prosa senza organizzarli. L’unico elenco completo con le matricole che siamo riusciti a trovare è compilato da un appassionato sulla base delle proprie visite, aggiornato al novembre 2025. Il museo, dal canto suo, rimanda a un documento intitolato «Aircraft and Vehicles at IWM Duxford» che porta la data del giugno 2008. Tutte le attribuzioni qui sopra sono state verificate su almeno due fonti indipendenti.

Il sito. Duxford non ha un indirizzo proprio: è una sezione del portale degli Imperial War Museums, che ospita tutte e cinque le sedi. E su questo portale, del museo aeronautico più famoso d’Europa, non esiste una pagina che elenchi i velivoli esposti.

Esiste una banca dati delle collezioni con oltre un milione e settecentomila record, il che sembra la soluzione e non lo è: contiene l’intero patrimonio degli Imperial War Museums, sedi comprese, e non permette di isolare ciò che si trova a Duxford. Le pagine dei singoli padiglioni citano qualche aereo in forma discorsiva – l’Hangar 1 ne nomina sette – e due delle pagine che ci si aspetterebbe di trovare rispondono con un errore 404.

Va detto che su un altro fronte il sito è ottimo. La parte dedicata alla stagione di volo e agli air show è curata come un prodotto editoriale a sé, le informazioni su come arrivare sono le più dettagliate della nostra serie – auto, treno, autobus a chiamata, bicicletta, camper – e la biglietteria funziona bene.

Resta il fatto che un museo con duecento aerei dovrebbe riuscire a dire quali sono.

La visita. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, ultimo ingresso alle 17, chiuso dal 24 al 26 dicembre. Biglietto da 25 sterline, gratis sotto i cinque anni, tre sterline per chi percepisce determinati sussidi. Si trova allo svincolo 10 della M11, a sud di Cambridge; parcheggio gratuito tranne nei giorni degli air show. Il museo consiglia di calcolare almeno mezza giornata, e ha ragione.

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