Su quasi tutti i siti dei musei aeronautici europei manca la stessa cosa: l’elenco di quello che si vede. Il RAF Museum, che ha due sedi – Londra e Cosford, nelle Midlands – non solo lo pubblica, ma fa una cosa che non abbiamo trovato da nessun’altra parte: quando di un velivolo espone soltanto la prua, lo scrive nel titolo. Nose Only.
Sembra un dettaglio da pignoli. È invece l’informazione che di solito si scopre sul posto, dopo aver guidato tre ore.
Cosa c’è dentro. A Cosford si trova il Supermarine Spitfire I matricola K9942, costruito nell’aprile 1939. Il museo lo definisce l’esemplare più antico sopravvissuto del suo tipo; la scheda del catalogo va oltre e lo dice l’esemplare di Spitfire più antico al mondo, e l’Institution of Mechanical Engineers, che gli ha assegnato un premio per il patrimonio ingegneristico, conferma questa seconda formula. Di 1.566 Spitfire I costruiti, è rimasto lui.
Sempre a Cosford c’è il Boulton Paul Defiant N1671, il caccia con la torretta al posto delle mitragliatrici alari, un’idea che la Battaglia d’Inghilterra dimostrò sbagliata nel giro di poche settimane. Il museo lo definisce «l’unico esemplare integro sopravvissuto del suo tipo», e la formulazione è precisa: di altri due Defiant sopravvivono parti importanti, ma completo è rimasto solo questo. Fu messo da parte per la conservazione nel settembre 1944, con la guerra ancora in corso: qualcuno, allora, ebbe la lucidità di pensare che sarebbe servito.
A Londra c’è lo Hawker Typhoon MN235, e qui merita attenzione la prudenza del museo, che scrive «si ritiene sia l’unico Typhoon sopravvissuto». È la formula corretta: esistono altre cellule parziali in restauro e due sezioni di cabina in altri musei. Un sito che scrive «si ritiene» invece di «l’unico» è un sito di cui ci si può fidare.
Completano il quadro il Kawasaki Ki-100 giapponese, unico superstite documentato, e il Messerschmitt Bf 109E abbattuto da uno Spitfire del 66° Squadron e atterrato d’emergenza a Manston il 27 novembre 1940, esposto nella «Fighter Four» insieme agli altri tre caccia monoposto protagonisti della Battaglia d’Inghilterra.
Fonte: schede del museo e catalogo Collections Online, consultati nell’agosto 2026; l’attribuzione del primato allo Spitfire K9942 è confermata dall’Institution of Mechanical Engineers.
Il sito. L’elenco degli esposti conta 103 oggetti a Londra e 147 a Cosford, filtrabili per tipo, per hangar e per periodo storico, e ogni voce porta alla propria scheda con sei campi: matricola, periodo, numero di inventario, sede, ubicazione e se è esposto o no. Accanto c’è un secondo sistema, Collections Online, con schede molto più ricche – costruttore, date di servizio, reparti, basi e fatti d’arme associati – che comprende anche il materiale non esposto, marcato «In Storage».
Non è tutto perfetto. I due sistemi si contraddicono: lo stesso Defiant risulta in due ubicazioni diverse a seconda di quale pagina si apre, e sullo Spitfire K9942 il museo dice due cose differenti in due punti del proprio sito. La dicitura «Nose Only» compare nel titolo ma sparisce dalla descrizione, che parla del tipo come se l’esemplare fosse completo. E l’elenco degli esposti mescola i velivoli con uniformi, quadri, una Trabant e un cane di peluche appartenuto al barone von Richthofen – cosa legittima in un museo, meno comoda per chi cerca gli aerei.
La visita. L’ingresso è gratuito in entrambe le sedi, con prenotazione consigliata. Londra apre tutti i giorni dalle 10 alle 17, Cosford dalle 10 alle 17 da marzo a ottobre e dalle 10 alle 16 negli altri mesi. Il parcheggio si paga: 8,50 sterline fino a tre ore a Londra, 7,50 per l’intera giornata a Cosford. A Cosford, al momento in cui scriviamo, l’Hangar 1 è chiuso per lavori – e anche questo il sito lo dichiara in home page, cosa che molti musei non fanno.
Il sito è solo in inglese.




