La Seconda Guerra Mondiale è un portale enciclopedico costruito e gestito dalla nostra redazione insieme ai nostri collaboratori esteni. Alla pagina di apertura di lasecondaguerramondiale.org si legge una frase che vale la pena riportare per intero: «Questo sito non vuole giustificare o glorificare in alcun modo le atrocità e i crimini di tutti i tipi commessi in quello che è stato il più grande bagno di sangue della storia dell’umanità».
Come è organizzato. Il menu non parte dai tipi di mezzo, come farebbe un manuale tecnico, e nemmeno dai teatri, come farebbe un manuale operativo. Parte dai belligeranti. Sotto la voce «Aerei» si scende alla Luftwaffe, alla Regia Aeronautica, alla RAF, all’aviazione sovietica, americana, giapponese, francese. Lo stesso vale per le navi (Kriegsmarine, Regia Marina, Marina Imperiale, Royal Navy, U.S. Navy) e per i mezzi terrestri (Wehrmacht, Regio Esercito, Armata Rossa, British Army, US Army). È il modo in cui un lettore appassionato pensa alla materia. Non si comincia da «i caccia», si comincia da «i caccia tedeschi». Poi dentro ciascuna nazione i mezzi sono ordinati per impiego, dal caccia al bombardiere al ricognitore.
La profondità. La sola pagina della Luftwaffe elenca quarantasette aerei, ciascuno con una scheda propria, non una voce di elenco: costruttore, anno, peso al decollo, velocità massima, quota operativa, autonomia, equipaggio, armamento. Ne esistono di analoghe per ciascuna delle sette aviazioni belligeranti. Sopra a tutto questo passano gli articoli trasversali, che tengono insieme le schede con un discorso: la classificazione di un aereo spiega perchè le categorie usate qui (caccia, bombardieri, siluranti, ricognitori, trasporti, speciali) sono un compromesso e non una gabbia; «Anatomia di un aereo» smonta un velivolo pezzo per pezzo per il lettore che non è del mestiere; «Gli aerei più strani» e «I dieci aerei più prodotti» sono i modi in cui una redazione fa ricordare al lettore che non sta leggendo Wikipedia.
Le cose insolite. Il sito ha un simulatore della macchina Enigma, ed è un simulatore vero: si sceglie il modello (l’Enigma I della Wehrmacht), si sceglie la terna dei rotori fra i cinque disponibili, il riflettore, si imposta il pannello a spina con fino a tredici collegamenti, e poi si digita e si legge il cifrato. Non è una spiegazione con uno screenshot: gira davvero nel browser, e chi lo prova capisce in un minuto perchè fu considerato inviolabile. Poi ci sono i quiz, la cronologia navigabile per date, la sezione con le trivia dei simboli e delle sigle, l’archivio fotografico, la raccolta delle citazioni. Sono tutti modi diversi per entrare nella stessa materia da porte diverse.
Il carattere. Una serie di enciclopedia asettica sarebbe illeggibile. Un sito con oltre seimila pagine, se vuole essere letto, deve avere anche momenti in cui alza il naso dai dati tecnici. La scheda del cacciatorpediniere americano USS William D. Porter, con la sua sequenza incredibile di cinque incidenti gravi in poco tempo, è uno di quei momenti: comincia dicendo che «sembra uscita da un film demenziale», e a partire da lì racconta cinque episodi realmente accaduti. È materia storica seria, trattata con una voce.
Cosa facciamo noi. Tutto. Sviluppo, tema custom, hosting, server, aggiornamenti, gestione. La redazione: la scelta degli argomenti, la ricerca sulle fonti, la scrittura degli articoli, la manutenzione delle schede quando emergono dati nuovi. Non è un cliente: è un progetto interno che portiamo avanti da anni per il piacere di farlo, ed è la nostra palestra pubblica su un sito grande, con molti contenuti, con problemi di navigazione veri. Le lezioni che impariamo qui finiscono nel lavoro che facciamo per i clienti.
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