Di questo lavoro, la parte che conta non si vede. E vale la pena spiegare perché.
AM Instruments è un’azienda brianzola che dal 1990 sviluppa, produce e distribuisce prodotti e servizi per il controllo della contaminazione in cleanroom: terapie avanzate, radiofarmaci, processi sterili. Un catalogo di oltre 3.800 prodotti, circa 950 clienti nel mondo, tre divisioni — Production, Distribution e Service — e un sito pubblicato in cinque lingue.
Tutto questo è la vetrina. Il cuore del progetto, però, è l’area riservata, che un visitatore non registrato non vedrà mai.
È lì che il sito smette di essere una presentazione e diventa uno strumento operativo. Il cliente che ha già acquistato entra e trova la documentazione tecnica dei prodotti che possiede — schede, certificati, manuali — può richiedere un preventivo e può aprire una segnalazione senza passare dal telefono o da uno scambio di email destinato a perdersi.
La differenza rispetto a un sito vetrina è sostanziale. Un sito vetrina deve essere convincente; un’area riservata deve essere esatta. Ogni cliente vede la propria documentazione e non quella degli altri, il che significa che il sito deve sapere chi ha comprato che cosa. In un settore dove la documentazione di un prodotto è parte della conformità, quella precisione non è un dettaglio di comodità: è il motivo per cui l’area esiste.
È anche il tipo di lavoro che non si esaurisce con la pubblicazione. Un sito vetrina, una volta online, può stare fermo per anni. Una piattaforma che i clienti usano ogni settimana va seguita, e la gestione dell’area riservata è la parte più continuativa del nostro rapporto con AM Instruments.
Della stessa azienda abbiamo realizzato anche WARP, il blog aziendale, che è l’esatto opposto: tutto in vetrina, e per questo tutto da leggere.
Sito realizzato e gestito da Supero.





